MILANO SOPRAVVIVE A OAKA: PANATHINAIKOS BATTUTO 76-75 IN VOLATA

BASKET, EUROLEGA – Un tiro libero di Kyle Hines a due secondi dalla sirena permette all’AX Armani Exchange Milano di evitare un incredibile collasso nel quarto periodo e di fuggire da Oaka con una vittoria preziosissima per rinsaldare il terzo posto in classifica (18-8). Malcolm Delaney è top-scorer con 15 punti, lo stesso Hines segue con una doppia-doppia da 13 e 10 rimbalzi.

Le tenaglie di Kyle Hines sono calamite per i palloni. E salvano la partita. Un rimbalzo offensivo da sceriffo d’area, artigliato fra tre corpi avversari sull’in-and-out che toglie a Sergio Rodriguez la chance di redimersi da quella palla persa tragica con cui regala a Nemanja Nedovic il canestro del pareggio a 25″ dalla sirena. E polpastrelli morbidissimi che non tremano quando, chiamato in lunetta con i due liberi decisivi, accarezza la retina al primo tentativo. +1. Vantaggio ristabilito dopo il +12 dell’ultimo intervallo, evaporato in un quarto periodo di enorme angoscia. Basta quello. Il secondo va sparato sul primo ferro, per evitare al Pana la chance di una rimessa per organizzare l’ultimo attacco. E la manona di Ricci, a rimbalzo, toglie anche la remota possibilità di un’eventuale preghiera della disperazione da venti metri.Milano fugge da Oaka con un successo sudatissimo, ma determinante per consolidare la terza piazza in classifica, tenuta ora con un record di 18-8 (16-6 in caso di cancellazione dei risultati delle tre squadre russe) davanti all’Olympiacos Pireo. Il bilancio lontano dal Forum continua a essere brillante (8-5), promettente per affrontare una parte conclusiva di regular-season che vedrà l’Olimpia impegnata in trasferta in altre quattro gare sulle 6 restanti. E non saranno trasferte abbordabili. Nell’ordine: Real Madrid, Tel Aviv, Istanbul (sponda Efes) e Villeurbanne.

Milano costruisce il successo di Atene nei due quarti centrali. Perché, proprio come nella partita di metà dicembre al Forum, l’approccio è molle e distratto. Il Panathinaikos, terzultimo a 7-19, gioca senza alcuna pressione. Anzi, con un Nemanja Nedovic iper-stimolato dal confronto diretto con la sua ex-squadra (chiuderà come top-scorer con 19 punti). E la differenza di tranquillità mentale, specialmente con un’Armani reduce da un ko bruciante sofferto otto giorni prima a una manciata di km di distanza contro l’Olympiacos, si nota in maniera chiara. L’Armani gioca dieci minuti iniziali molto modesti in attacco, con palla e uomini fermi. Il tabellino dice 3/13 al tiro, due palle perse e soli 14 punti realizzati, puntellati soltanto dal 7/9 in lunetta.Lo spartito muta al rientro in campo dopo il primo riposo. Milano si scioglie, scrollandosi la tensione dalle spalle. E Sergio Rodriguez inizia a dettare tempi perfetti (9 punti, 9 assist). La difesa torna a mordere su ogni azione. Il Pana viene limitato a soli 32 punti nei due periodi centrali. Milano trova canestri facili in contropiede, pescando dalla panchina una serata molto produttiva di Pippo Ricci (10). L’azzurro viene in soccorso di Dinos Mitoglou, incapace di fornire la risposta attesa da coach Messina. La partenza in quintetto per cavalcare le sue emozioni da grande ex si trasforma in un macigno di pressione enorme per un giocatore rientrato soltanto otto giorni fa dopo tre mesi ai box.La vera colonna portate è Malcolm Delaney. Con il Chacho a liberagli campo e mente, può esprimersi al suo massimo livello. 15 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, e scelte sempre oculate. Mentre Devon Hall si spreme sul perimetro nella metacampo difensiva, è Troy Daniels a spaccare la partita in avvio di ripresa con una fiammata da 8 punti quasi consecutivi, i suoi unici di una serata stranissima, fatta di alti e bassi continui (3/10 al tiro ma anche 4 palle recuperate). Milano riprende piena fiducia e controllo quando anche Nik Melli (8+6 rimbalzi in una partita di scarso minutaggio per problemi di falli) e Kyle Hines (13+10) impongono la loro superiorità in vernice, dove il Panathinaikos crea scompiglio con interpreti vari. Dalle sbisciolate di Okaro White (11), alla presenza fisica di Georgios Papagiannis (11+7), ai muscoli di Vasilis Kavvadas (7), ai post-up di Leonidas Kaselakis (7). Il +12 di fine terzo periodo (51-63) sottoscrive venti minuti di dominio biancorosso, con l’Olimpia capace di forgiare un parzialone positivo di 49-32.

Ma quando la partita richiede controllo e gestione, ecco riapparire i fantasmi del Pireo. Milano smarrisce la fluidità offensiva, tornando a giocare con il cronometro e non con il pallone. Lentamente, il Panathinaikos ricuce, aumentando la fisicità e alzando la difesa a tuttocampo, con trappole velenose sui portatori di palla. Dal controllo al tracollo è un attimo. Ricci e Melli segnano un paio di lay-up per muovere un attacco asfittico, Hines griffa il +7 a 1’22” dalla sirena, ma l’Olimpia si inchioda lì, in un quarto periodo da soli 13 punti complessivi. E il Panathinaikos, dopo aver sprecato tanti possessi per avvicinarsi in modo minaccioso, spara una fiammata travolgente in una manciata di secondi. 7-0 per la parità a quota 75. Il finale lo abbiamo già scritto, deciso dalle manone sante di Kyle Hines.Milano tornerà in campo giovedì prossimo, 10 marzo, in un’altra trasferta infuocata sul parquet del Real Madrid, secondo in classifica con un record di 20-6. Prima, però, arriverà l’impegno di campionato nel posticipo domenicale a Casale Monferrato, nel remake della finale di Coppa Italia contro la Bertram Derthona Tortona: la partita sarà trasmessa in LIVE-Streaming su Discovery+.

PANATHINAIKOS OPAP ATENE – AX ARMANI EXCHANGE MILANO 75-76

  • Milano: Delaney 15, Hall 8, Daniels 8, Mitoglou 2, Melli 8; Grant 3, Rodriguez 9, Tarczewski, Ricci 10, Hines 13, Bentil. N.e.: Alviti. All.: Messina.
  • Panathinaikos: Kaselakis 7, Macon 9, Nedovic 19, White 11, Papagiannis 11; Bochoridis, Kavvadas 7, Evans 2, Sant-Roos 9. N.e.: Mantzoukas, Avdalas, Chougkaz. All.: Priftis.