Fortitudo in A dopo 10 anni

BOLOGNA-FERRARA 91-79

Dieci anni dopo, la Fortitudo torna nell’Olimpo del basket italiano centrando la promozione in Serie A con tre giornate d’anticipo. Lo fa, come da tradizione, soffrendo contro una Ferrara arrivata al PalaDozza priva di uno straniero (Campbell) ma non nel ruolo di vittima sacrificale. Alla lunga, però, la superiorità della Fortitudo (24 vittorie su 27 partite stagionali) fa emergere i veri valori in campo dopo un -10 nel primo tempo (19-29) e il finale è a braccia alzate per una festa attesa 10 lunghi anni.

Migliore in campo è Kenny Hasbrouck (28 punti con 6/11 da tre): l’americano realizza 20 punti in 8 minuti a cavallo fra fine secondo e inizio terzo quarto producendo il +18 (62-44) con la collaborazione di capitan Mancinelli (lui c’era il 10 maggio 2009 della dolorosa retrocessione) che indirizza definitivamente la gara. Era stato sempre lui, al 17’, a interrompere la siccità offensiva dei bolognesi, partiti con 0/10 da tre. Il suo canestro dall’arco ha tolto il tappo al canestro e nel terzo quarto è arrivato il 7/10 dal perimetro che ha piegato una orgogliosa Ferrara, rientrata anche a -7 a inizio ultimo quarto prima di una nuova raffica di Hasbrouck a chiudere i giochi. A 2’30” dalla fine coach Martino toglie il suo bomber per la standing ovation dando inizio alla festa con una enorme A che scende dalla curva proprio alle spalle dell’immancabile Pierluigi Collina.Bologna: Hasbrouck 28, Mancinelli 18, Fantinelli 10.Ferrara: Ganeto 17, Swann 15, Fantoni 13.LE PAROLE — Raggiante il presidente Christian Pavani dopo una stagione vissuta sempre al comando. «Un sogno che si realizza, l’Aquila è tornata a volare – dice sull’orlo delle lacrime -. Adesso siamo pronti a divertirci anche in Serie A, sempre con i piedi per terra e con lo spirito Fortitudo. Ci prenderemo 3-4 giorni di ferie e poi inizieremo a lavorare alla squadra dell’anno prossimo». Coach Antimo Martino è stato l’artefice di questa grande cavalcata da 24 vittorie in 27 partite. La squadra ha girato alla perfezione fin dal precampionato: «Abbiamo raggiunto un obiettivo strameritato, la squadra nelle difficoltà ha sempre trovato qualità umane e tecniche per reagire – sottolinea il tecnico -. Arrivare alla Fortitudo e vincere è il coronamento di un sogno, a Bologna si respira basket e si vive per il basket. Ora sarà bello tornare a giocare il derby in Serie A, se lo merita la città e la pallacanestro è più bella con la Fortitudo in A». Il capitano Stefano Mancinelli c’era dieci anni fa, il giorno della retrocessione con la sconfitta sul campo di Teramo, e ora chiude un cerchio: «Sono tornato per questo. Abbiamo fatto un campionato devastante, la chiave sono state le prime dieci partite con tanti scontri diretti che abbiamo sempre vinto. Qualcuno in estate era scettico su questa squadra, ma sul campo abbiamo risposto alla grande». A proposito di derby, Guido Rosselli diventa l’unico giocatore ad aver centrato la promozione dalla A2 alla A sia con la Virtus sia con la Fortitudo: «Abbiamo rotto una tradizione, visto che i suoi più grandi trionfi la Fortitudo li aveva quasi sempre festeggiati in trasferta. Il derby? Torna su palcoscenici che gli compete, sia per Bologna sia per il campionato italiano e noi lo vogliamo lasciare lì, in Serie A».

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