Si parla spagnolo sotto canestro. Astou Ndour entra nella famiglia Famila Wuber Schio

Parla spagnolo il primo innesto sotto le plance del Famila Wuber Schio: sarà Astou Ndour, infatti, a raccogliere (non da sola) la preziosa eredità lasciata da Sandrine Gruda sotto i tabelloni. La giocatrice spagnola, classe 1994 alta 196 cm, conosce già bene il campionato italiano avendo vestito per due stagioni la maglia di Ragusa e nell’ultima quella di Venezia.

I numeri parlano per lei: quasi 15 i punti di media nei tre anni italiani, accompagnati da 8 rimbalzi e una stoppata per partita. La nativa di Dakar è anche un’eccellente tiratrice dall’arco con il 48% di realizzazione nell’ultima stagione in orogranata.

Con la Reyer Ndour ha disputato l’ultima Eurolega chiudendo a 13,3 punti (season high di 22 punti contro Praga) e 5,7 rimbalzi. In passato ha vestito anche le maglie di Dynamo Kursk, Avenida e Fenerbahce oltre ad aver militato per cinque stagioni in WNBA con le franchigie di San Antonio, Chicago e Dallas. Insomma, una giocatrice tecnicamente completa, atleticamente estremamente prestante e di notevole esperienza: un tassello importante da inserire nel reparto lunghe della squadra di coach Dikaioulakos.

“Conosco il basket italiano molto bene – spiega una raggiante Ndour – perché è dove ho giocato per più anni finora; così quando è arrivata la chiamata del Famila non ho esitato nemmeno un istante. Conosco la storia gloriosa di questo club prestigioso e la passione dei suoi tifosi. Cari orange, lavoreremo sodo e vi renderemo orgogliosi di noi. Forza Schio!”

“Erano diversi anni che cercavamo di portare Ndour a Schio – confessa il DG De Angelis – ma per vari motivi non era mai stato possibile. È una lunga atipica perché molto alta ma ama il gioco lontano da canestro; allo stesso tempo è uno splendido difensore e ci ricordiamo dei suoi duelli contro Yacoubou (quando militava alla Passalacqua Ragusa). Ci auguriamo che tutto quanto di eccezionale messo in mostra contro di noi, lo possa ora replicare finalmente a nostro favore”.