MINIBASKET USE, PERSI 200 BAMBINI

Il Covid da ormai 12 mesi ha ridisegnato la nostra quotidianità e ha colpito anche le società sportive. Non solo da un punto di vista dell’attività agonistica, ormai un mero ricordo per chi non è un professionista, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la funzione sociale che rivestono sul territorio permettendo a migliaia di bambini di crescere e maturare tanto fisicamente quanto caratterialmente. Per questo abbiamo voluto intraprendere un viaggio attraverso la galassia di associazioni sportive del nostro territorio, partendo dall’Use Basket.

“Fortunatamente le aziende che ci hanno dato fiducia negli ultimi anni hanno deciso di continuare a supportarci anche in questa difficile stagione – spiega il presidente, Luca Sesoldi – ma, senza contare il mancato incasso della vendita dei biglietti che per noi non incide in maniera così importante viste le dimensioni ridotte del nostro palazzetto, ciò che sta pesando in termini economici e organizzativi sono la costante sanificazione degli ambienti e i tamponi rapidi, il cui prezzo si è per fortuna abbassato da settembre ad oggi, che settimanalmente facciamo fare alle nostre tre squadre senior che stanno attualmente giocando. Una spesa, che per altro non era stata inserita nel budget annuale, per la quale la Lega Nazionale Pallacanestro dovrebbe comunque riconoscerci un rimborso, ma che facciamo volentieri per poter continuare ad allenarci e giocare in maniera un po’ più serena e soprattutto per far vedere che ci siamo sempre partecipando ai vari campionati”

Diverso, purtroppo, il discorso per le giovanili e il minibasket:”Se siamo riusciti a far tornare in palestra i ragazzi più grandi, almeno fino alle ultime disposizioni dopo essere nuovamente entrati in zona rossa, perdendone solo qualcuno ma per una questione fisiologica slegata dal Covid, in questo momento ci sono venuti a mancare tutti gli oltre 200 bambini del minibasket. Una situazione che spero possa risolversi presto perché altrimenti, al di là dell’aspetto sportivo, rischiamo davvero di avere delle conseguenze da un punto di vista della salute per tutti questi bambini che sono costretti a stare chiusi in casa”.

Ma non è l’unica cosa che ’fa male’. L’assenza del pubblico è una ferita aperta: “La ’Lazzeri’ è il nostro cuore pulsante, un punto di ritrovo con i genitori dei ragazzi per fare due chiacchiere ed alimentare quella passione che ci permette di mandare avanti la società dal momento che siamo un gruppo di dirigenti totalmente volontari. Tra l’altro, poi, nel giocare le varie partite a porte chiuse è evidente come manchi il contatto col pubblico. Negli stessi ragazzi che quando hanno potuto si sono allenati soltanto in maniera individuale in palestra è palese come dopo un po’ il non poter mettere agonismo in quello che fanno renda tutto quasi irreale, rischiando di fargli venire meno gli stimoli necessari per continuare. Per venire incontro alle famiglie abbiamo deciso di fare uno sconto sulla quota annuale a chi ha già pagato quella della scorsa stagione. Durante la scorsa estate, quando sono state allentate le restrizioni, abbiamo comunque fatto attività fino a luglio per permettere ai ragazzi di recuperare il tempo perso durante il lockdown generale”.

da La Nazione