La Nba torna in campo per gli allenamenti individuali

La Nba torna in campo. Dal 1° maggio verranno infatti riaperte le palestre di allenamento per i giocatori Nba almeno negli stati e nelle città americane che stanno allentando le misure di prevenzione contro la pandemia di coronavirus. Per adesso saranno possibili soltanto allenamenti individuali o di piccoli gruppi, ma sempre senza contatti fisici e comunque sempre su base volontaria. E’ comunque un segnale importante e la testimonianza del desiderio di molte franchigie di riprendere l’attività, nella prospettiva di portare a termine la stagione probabilmente in una o in poche sedi e a porte chiuse.

Uno degli Stati interessati alla riapertura è la Georgia, dove giocano gli Atlanta Hawks. Dovranno invece aspettare qualche giorno in più a Charlotte, dove si parla di un ritorno in palestra solo dall’8 maggio, mentre a Detroit pare non si ripartirà prima del 15. Tempi molto più lunghi si prevedono invece per la California e New York. Per ora resta vietata qualsiasi forma di attività di squadra o preparazione di gruppo.

Negli stati in cui restano invece restrizioni più drastiche contro il coronavirus la Nba cercherà soluzioni alternative con le varie franchigie e i loro giocatori. Le squadre che non potranno riaprire le proprie strutture potrebbero permettere ai propri giocatori di utilizzare quelle già agibili di altre franchigie avversarie. Del resto non sono pochi i giocatori che in questo periodo di inattività vivono lontano dalle sedi delle proprie squadre.

La decisione di riaprire alcuni campi di allenamento non vuol dire tuttavia che sia già stata stabilita una data per ricominciare la stagione interrotta: il commissioner Adam Silver, le autorità sanitarie e anche molti patron delle franchigie ritengono infatti che occorra ancora tempo per avere un quadro più chiaro sulla pandemia e una situazione di sicurezza sufficiente per autorizzare la ripresa del campionato.

Sempre in tema di coronavirus, Danilo Gallinari a Radio Sportiva ha dichiarato che “Trump ogni giorno dice qualcosa di nuovo e che non ha molta logica”, riferendosi alla battuta del presidente americano di fare iniezioni di disinfettante ai malati di Covid-19. L’azzurro degli Oklahoma Thunder ha poi aggiunto: “E’ difficile allenarmi in casa, non puoi fare più di tanto, si fa quel che si può e ti arrangi. Ogni giorno speriamo ci siano notizie sulla ripartenza della Nba, ma ancora non ci hanno detto niente”.

“Per fortuna a Oklahoma City la situazione è più tranquilla rispetto a New York, California o Colorado – ha aggiunto l’azzurro dei Thunder -.  Bisognerà aspettare, ci vuole tempo per ritornare in forma e riprendere. Non penso sia possibile prima di fine luglio-inizio agosto. A porte chiuse? Farebbe un certo effetto perché non è la stessa cosa e qualcuno potrebbe anche rendere meno senza l’incitamento dei propri tifosi”.

Quanto al suo futuro dopo la Nba, Gallinari si è quasi augurato un finale di carriera a Milano, nella squadra che lo lanciò: “Per adesso sono sul mercato e non è ancora il momento di tornare in Italia. Ma l’Olimpia resta il sogno nel cassetto. Non so se e quando accadrà, per adesso voglio restare qualche altro anno qui”.

L’anno prossimo comunque ci dovrebbe essere il Preolimpico con la Nazionale azzurra. “Sarà un torneo particolare – ha concluso Gallinari -, molto difficile per l’Italia che dovrà giocare e cercare di vincere in Serbia contro i padroni di casa. Provare a fare uno scherzetto ai serbi non sarebbe male”.  

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