La Reyer Venezia è campione d’Italia

La Reyer Venezia è campione d’Italia, avendo trionfato in gara 7, al Taliercio, contro la Dinamo Sassari: 87-61 il punteggio finale, che consegna agli uomini di coach Walter De Raffaele lo scudetto bis dopo quello del 2017. È festa grande in tutta Venezia, una gioia partita dai 3509 del palazzetto e arrivata poi a invadere la città, notte orogranata, i colori dell’Umana e di tutto il Veneto, che si uniscono a quelli del tricolore.

La notte veneziana inizia a colorarsi di tricolore, una festa che Venezia e la sua gente aspettavano da 40 anni, perchè vincere uno scudetto in casa ha un sapore speciale. De Raffele in lacrime e la grande soddisfazione del sindaco di Venezia e patron della Reyer, Luigi Brugnaro: «Non moriamo mai, questi sono i colori del Veneto»

La partita

Un «capolavoro», come lo ha definito De Raffaele, che ha richiesto tempo e pazienza per essere realizzati. La Dinamo è stata annientata dalle bombe di un capitan Haynes e soprattutto di Michael Bramos, tornato a essere letale, ancora una volta nella notte più importante. Attacco dopo attacco la finale vive un susseguirsi di emozioni, di speranze, di paure: Venezia prova a scappare, affidandosi specialmente a una difesa da manuale.

Sassari si arrende all’ultima tappa, travolta anche da capitan Haynes. Sardi quasi mai in partita, Pozzecco vede afflosciarsi la squadra dopo aver retto due quarti (39-30). Avvio nel segno di Vidmar (4-0), poi sale in cattedra capitan Haynes (10-4) con due triple consecutive. Il Banco sbanda, il centro sloveno limita Cooley, Pierre e Thomas non si accendono.

Venezia si carica di falli, ma i sardi sono imprecisi dalla lunetta (6/12 a metà gara), ancora Haynes timbra il +7 (14-7) per l’Umana a 5’29” dalla fine. Seconda parte del quarto costellata di errori, Sassari perde palloni, Venezia non concretizza lo sforzo in difesa, Cooley sblocca le due squadre (14-12), la frazione si chiude con un supercanestro di De Nicolao (16-12). Daye apre dall’arco il secondo quarto (19-12), il Banco prova a riacciuffare la Reyer, partita ad elastico, Bramos è silente, De Nicolao colpisce (22-15). Smith replica a Bramos (25-20), De Raffaele ruota Widmar e Watt, soprattutto quando lo sloveno si ritrova con 3 falli. Sassari conquista falli e liberi (14 a 1 all’intervallo lungo), ma è imprecisa dalla lunetta. Daye conquista il primo passaggio in lunetta dopo 18’ (34-26), Stone segna dalla lunga distanza, Paternicò annulla, Begnis convalida (37-28), poi è Watt a chiudere la frazione (39-30). L’Umana regge a rimbalzo (22-22), pesano le 9 palle perse del Banco, Haynes e Thomas in doppia cifra (10).

L’Umana riparte a razzo, sospinta dalle triple di Bramos (47-32), time-out di Pozzecco. Taliercio incandescente. Sassari si disunisce in attacco contro il “muro” della Reyer. Bramos è scatenato, anche se poi rimedia un tecnico “stupido”, esultando davanti alla panchina del Banco di Sardegna. Inerzia nelle mani dell’Umana, doppio canestro di Watt (57-37), time-out di Pozzecco che prova a scuotere i suoi giocatori. Richiama Cooley, torna Thomas. Scivola lontano il Banco di Sardegna (60-38), Carter e Thomas tengono a galla Sassari (60-43), poi De Nicolao “buca” la difesa isolana (62-42). Spissu replica allo scatenato Bramos (65-47), che chiude il quarto con 17 punti all’attivo. Fuochi di paglia, l’Umana sente vicino il tricolore, gioca con il cronometro, Haynes infila la tripla del +28 (85-57). A 1’15” inizia la festa dell’Umana.

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