Milano piega Avellino, Cremona resta in scia

Si interrompe a Bologna la serie positiva di quattro successi consecutivi della Dolomiti Energia Trento. La Virtus, con poco da chiedere alla stagione, si impone 74-69 regalandosi una gioia prima dell’appuntamento clou del prossimo weekend ad Anversa con la Final Four di Champions League. I protagonisti della partita sono i lunghi, con Kravic (16 punti) e Baldi Rossi (14) migliori in campo. Eppure, Trento era partita molto bene e con grande energia. Pascolo e Hogue le hanno dato un immediato 0-8 consentendole di comandare per tutto il primo quarto nonostante il 2/7 dalla lunetta (13/19). I tiri liberi saranno il grande tallone d’Achille della squadra di Buscaglia, che chiuderà con 12/25 contro il 26/28 della Virtus. I bolognesi erodono pian piano lo svantaggio con due triple di Baldi Rossi (le uniche di una squadra che chiude 2/18) nel primo tempo e operano il sorpasso nel terzo quarto. Prima M’Baye con talento, poi le conclusioni ravvicinate di Kravic e il canestro sulla sirena di Baldi Rossi lanciano la fuga (59-47). Trento si spegne all’improvviso, mentre la Segafredo ha trovato certezze vicino a canestro. Sono sempre Kravic e Baldi Rossi a stampare il 69-53 a poco meno di quattro minuti dal termine che consente ai bianconeri di arrivare al traguardo a braccia alzate nonostante il tentativo di rimonta trentina con Flaccadori e Craft (22 punti).
Bologna: Kravic 16, Baldi Rossi 14, M’Baye 9. 
Trento: Craft 22, Flaccadori e Hogue 11.

VENEZIA-REGGIO EMILIA 76-71 L’Umana torna alla vittoria (76-71) sotto gli occhi di Sergio Rodriguez, cognato di Llompart, trascinata da Watt e Bramos, la Grissin Bon rinvia la festa salvezza dopo aver sognato il colpaccio. Vidmar rimane nel parterre nella rotazione degli stranieri di De Raffaele, mentre Pillastrini opta per Richard e non Allen, sono infortunati Candi e Poirier, Cervi in campo (16’, 10 punti) non in ottime condizioni. Watt è devastante in avvio (8-5), il centro orogranata nn sbaglia un colpo, la Grissin Bon è dentro la partita (10-10) e poi decolla (10-17) con le invenzioni di Gaspardo. L’ingresso di De Nicolao ridà energia offensiva al’Umana, break di 7-0 negli ultimi 3’02” per la Reyer (20-19) con sorpasso dalla lunetta di Daye, che prova anche ad allungare in avvio di secondo periodo (23-19). Reggio Emilia non si scompone, impatta (24-24) con Cervi, poi Dixon martella dall’arco (30-33). Mitchell Watt (14 punti) sbaglia il primo tiro dopo 7 canestri di fila, Daye pareggia (35-35), poi l’ala scivola sul parquet con il ginocchio sinistro dolorante. Tonut beffa due volte in entrata Johnson-Odom (40-40), tocca a Kennedy e Bramos riportare avanti la Reyer dalla lunetta (43-40), anche se la percentuale degli orogranata nei liberi è insufficiente alla seconda sirena (7-14). Reggio Emilia riparte con decisione (43-45), l’Umana serra le maglie in difesa, poi si scatena Michael Bramos con tre triple nel quarto e Venezia scappa (58-49) con Stone che ritocca il massimo vantaggio (60-49) e Watt a viaggiare con il 90% al tiro. La Grissin reagisce sospinta da Johnson-Odom e Dixon, l’Umana si ferma in attacco (61-54 alla terza sirena). Ultimi quarto clima da playoff, Reggio Emilia impatta (64-64) con l’ex Ortner, tocca a Bramos e Watt tirare fuori dal tunnel l’Umana (75-69). La Grissin Bon cala, l’Umana torna alla vittoria, Reggio rinvia la festa salvezza. 
Venezia: Watt 24, Bramos 18, Daye 13 
Reggio Emilia: Johnson-Odom 18, Dixon 15, Gaspardo 12

SASSARI-BRESCIA 95-87 Gara da clima playoff al PalaSerradimigni, Sassari ci crede fino in fondo e prosegue la sta striscia positiva, mentre Brescia alza bandiera bianca nell’ultima frazione. Prima parte di gara in equilibrio, Pozzecco è costretto a rinunciare a McGee, ma ritorva almeno per la firma Bamforth, applauditissimo dal PalaSerradimigni: i padroni di casa all’avvio riescono a fuggire costruendo anche 10 lunghezze di margine, grazie al solito scatenato Thomas, Brescia riparte dalla zona e grazie ai punti in transizione di Abass recupera sino a portarsi ad un possesso archiviando i primi 10’ sul 41-38. Il ritorno dalla pausa lunga è tutto di marca Bresciana, 6 triple in striscia e primo allungo ospite con Pozzecco costretto al time out sul -9, il ritmo si alza azione dopo azione e Brescia sembra avere in mano il pallino della partita tanto da toccare il +13 con sempre Abass sugli scudi; Pozzecco qui perde le staffe verso gli arbitri e trova il suo secondo fallo tecnico della gara con la conseguente espulsione, mentre Sassari rimonta sino al -8 al 30’. Gentile trascina i suoi di nuovo a contatto, Thomas impatta la gara a quota 85 e la gara si decide solo negli ultimi 2 minuti, il lavoro di Spissu su Abass in difesa fa la differenza e Sassari mette il naso avanti costringendo Diana al time out, la scelta per Brescia è quella di spingere ancora sull’ala azzurra, mentre Sassari si affida Thomas ed è la Dinamo ad avere la meglio, nuovo break di 6 punti e gara chiusa per gli uomini di Casalone, mentre Vitali perde la testa e trova anche l’espulsione per un brutto fallo su Spissu.
Sassari: Thomas 30, Spissu 17, Pierre 13 
Brescia: Abass 32, Hamilton 15 Vitali 12

VARESE-PESARO 81-75 Dopo un mese di sconfitte (tre in campionato e due in Fiba Europe Cup) Varese torna a vincere grazie al finale di cuore del gruppo e alla carica esplosiva di Avramovic, capace di piegare la tenacia della generosa Pesaro con i due spettacolari canestri da tre nel finale. Caja lancia in quintetto Tambone, al posto del playmaker titolare Moore, appena rientrato dagli Stati Uniti, dov’era stato in settimana per salutare la nascita del figlio Cameron. Varese tentenna con percentuale misere (4/17 da 2 e 2/7 da 3) e invece Pesaro, spinta da Wells e Lyons, prende il largo con il +8 firmato prima da Ancellotti (6-14) e ribadito dalla tripla di Zanotti (9-17). I padroni di casa si fanno trascinare dagli uomini della panchina – Iannuzzi e Salumu – per rientrare in partita, acciuffando il pari a una manciata di secondi dalla prima sirena (19-19) proprio con Salumu. Al 10’ è Zanotti a portare di nuovo avanti gli ospiti (19-21) mentre Varese trattiene il fiato per l’infortunio di Archie, costretto a lasciare il campo. Nel secondo quarto la squadra di Caja ritrova comunque lo smalto migliore, recupera intensità in difesa e, grazie a Moore, Ferrero ed Avramovic, fissa il 17-2 della rimonta: 36-12, subito dopo il 15’. Pesaro accorcia a -8 (38-30) al 20’ e quindi, dopo l’intervallo, prova l’assalto agli avversari raggiungendo, due volte, il -2 con Lyons dall’arco (43-41 e 49-47) e poi il -1 (51-50) grazie alla tripla di Blackmon. Il pareggio (55-55) arriva quando al 30’ mancano due minuti e mezzo: Tambone perde palla, concedendo canestro e tiro libero ad Artis. A riportare avanti Pesaro di tre (55-58) è Blackmon mentre Scrubb firma il -1 (57-58) prima della terza sirena. Pesaro rilancia con Artis (+4: 57-61), Ferrero risponde da tre (60-61), Avramovic sorpassa (62-61), dopo un rapido recupero di palla, e poi Varese tenta l’affondo con Cain (64-62), Avramovic (66-62) e Moore (68-62). Al 35’ Cain fissa il +8 (70-62) ma Pesaro non molla e con un parziale di 7-0 è di nuovo a -1 (70-69 e poi 72-71). La squadra di Caja reagisce con orgoglio e a nel finale sale in cattedra Avramovic con i due canestri dalla lunga distanza (77-71 e 80-73) che valgono la vittoria. 
Varese: Avramovic 23, Cain 13, Scrubb e Ferrero 11. 
Pesaro: Blackmon 22, Lyons 16.

TORINO-CREMONA 88-94 Dopo la salvezza matematica, acquisita dopo la sconfitta di Pistoia contro Cantù, a Torino non riesce il colpaccio casalingo contro Cremona. I gialloblù giocano una discreta partita, controllando i giochi per 30’ abbondanti, senza mai – però – riuscire a chiudere la partita e concedendo troppo agli avversari nel finale. L’avvio di partita equilibrato e senza grandi emozioni, nessuna delle due squadre riesce ad avere la meglio sull’altra e dopo 4’ il punteggio è in perfetta parità (11-11). A metà della prima decina ci pensano Jaiteh, Moore e Wilson a sbloccare la partita, firmando il parziale di 11-0 che portaTorino avanti (24-13). Cremona prova a reagire con i canestri di Crawford e Mathiang, ma la difesa di Torino è attenta e impedisce agli avversari di tornare a contatto, con i primi 10’ che si chiudono sul 32-23. Nel secondo periodo inizia la lenta e inesorabile rimonta degli ospiti, che si concretizza a 2’ dall’intervallo lungo grazie ad un parziale di 9-0 ( con tre triple consecutive di Aldrige, Crawford e Ruzzier) che porta il punteggio sul 43-43. Sul finale Torino prova a riportarsi avanti con Cotton e Moore, ma Cremona tiene il passo e le due squadre vanno a riposo sul 48-46. Nella ripresa è ancora Torino ad interrompere l’equilibrio, con l’inchiodata più fallo di Cotton che vale il +5 a 2’ dalla fine della terza frazione (63-58). Cremona prova a ricucire con l’ex Stojanvic, ma Torino riesce a mantenere invariato il vantaggio alla fine del terzo periodo (68-63). L’ultima frazione si accende dopo 1.30’ con le bombe di Wilson e Moore, che permettono alla Fiat di portare il vantaggio in doppia cifra (75-65), anche se i gialloblù perdono poco dopo McAdoo, espulso per il secondo fallo tecnico. Nel miglior momento di Torino, Cremona alza la testa e, grazie all’estrema precisione dall’arco di Ruzzier e Aldrige, ritrova pareggio e vantaggio, portandosi sul +5 a 80’’. Nel finale la bomba di Diener chiude definitivamente i giochi.
Torino: Jaiteh 31, Cotton 16, Moore 14 
Cremona: Aldrige 18, Ruzzier 17, Mathiang e Diener 12

BRINDISI-TRIESTE 85-77 Brindisi consolida il quarto posto in classifica conquistando due punti pesantissimi in chiave playoff contro la diretta concorrente Trieste, che ferma a 5 la striscia di vittorie consecutive. L’inizio di gara è farcito di errori al tiro da entrambe le parti, ma premia comunque Trieste che al 5’ allunga con 5 punti in fila di Da Ros (4-11). Il time out chiamato da Vitucci sveglia i padroni di casa che usciti dal minuto di sospensione piazzano un parziale di 10-0, che vale il primo vantaggio interno della serata (7’, 14-11). Dopo qualche minuto di equilibrio è l’Happy Casa a provare la fuga, prima al 13’ (24-18) e poi due minuti più tardi (29-23), tentativi tutti spenti sul nascere da Peric e compagni. L’Alma prende coraggio e confeziona nel finale di secondo quarto un 7-0 di parziale (19’, 34-37), che non basta però per imboccare il tunnel degli spogliatoi in vantaggio a causa della tripla di Rush che vale il pari a quota 37. Al rientro in campo la tensione nervosa e il valore della posta in palio hanno il loro peso su entrambe le squadre che non osano per prendere con decisione il comando delle operazioni. Al 28’ è Brindisi a cambiare faccia e spingere sull’acceleratore: le giocate di Moraschini (mvp), insieme a quelle di Banks e Rush oltre all’antisportivo sanzionato a Fernandez, spingono Brindisi sino al +10 (63-53) con ancora dieci minuti da giocare. Trieste prova a reagire sbagliando anche le cose più elementari (35’, 67-65) mentre l’Happy Casa non riesce ad assestare la spallata finale. E’ sempre Moraschini a togliere dalle sabbie mobili i suoi, realizzando cinque punti consecutivi di puro talento (38’, 74-65). L’Alma prova il tutto per tutto con le ultime energie a disposizione ma deve arrendersi a 42” dalla fine dopo il fallo tecnico a Dragic. 
Brindisi: Moraschini 30, Brown 15, Rush, Banks 11 
Trieste: Dragic 12, Mosley 11, Da Ros, Wright 10

MILANO-AVELLINO 85-79 Milano fatica ma riesce a domare nel finale Avellino. AX che mantiene a distanza le rivali per il primo posto con una gara dominata in avvio poi subendo la rimonta della Sidigas che si porta a più 5 in avvio di ripresa. Nel terzo periodo nuova fuga milanese ma nel finale per due volte gli irpini sbagliano la tripla del pareggio. Decisivo l’impatto di Tarczewski, Jerrells e Nunnally tra i campioni d’Italia, non basta ad una coraggiosa Scandone la coppia Sykes-Udanoh.Parte forte Milano che spara subito due triple con la coppia James-Nunnally, 6-0. Non pervenuta la Sidigas distratta e poco efficace, l’AX allunga sul 12-0. Dominio anche sotto i tabelloni per i padroni di casa che straripano con Tarczweski dominante in vernice, 20-5 con i punti irpini tutti firmati da Nichols. Gara già indirizzata? Nemmeno per sogno. Gli ospiti reagiscono in modo concreto, serve energia ed arriva dalla coppia Harper-Ndiaye, 24-16. Sono i campioni d’Italia ad andare in confusione questa volta, attacco asfittico e difesa approssimativa, Avellino trova anche tanta sostanza dall’ex di turno Young, 28-26. Una fiammata di Kuzminskas da la spinta all’AX che però non rallenta la rimonta biancoverde. Accende il turbo Sykes, le sue accelerazioni ed i primi squilli di Udanoh e gli ospiti mettono meritatamente la freccia, 36-39. Mike James prova a mettersi in proprio per evitare la fuga della Scandone, arrivano 4 punti dell’ex Pana ma non la tripla del pareggio sulla sirena di metà gara, 40-43. Avellino timbra il massimo vantaggio proprio dopo la pausa lunga con Udanoh, Milano chiede aiuto all’altro grande ex di giornata Nunnally, suo il morbido jumper del pareggio a quota 45. Filloy viene in soccorso agli ospiti ma arriva anche il terzo fallo di Young dopo quelli di proprio dell’italo-argentino e di Harper, puntuale il sorpasso sigillato da Brooks, 50-48. Torna l’effetto Tarczewski che riprende il controllo del pitturato con rimbalzi e stoppate, James impazza per il più 6 biancorosso, 54-48. Il coraggio di Campogrande simbolo della Scandone che non si arrende mai, Sykes si prende un 2+1 che fa meno 3 Sidigas, 56-53. Nuovo strappo Olimpia in chiusura di terzo quarto, Nunnally e Jerrells confezionano il più 12 al 30’, 67-55. Sidigas che cerca di rientrare in apertura di ultima frazione, Harper e D’Ercole accendo il fuoco degli irpini, risponde capitan Cinciarini, 71-59. Partita a strappi con l’AX che difende con efficacia il vantaggio con Kuzminskas protagonista, 78-66. Lituano che però viene pescato in un fallo ingenuo che regala 4 punti a Sykes che rilanciano le quotazioni biancoverdi, 80-76 di Udanoh. Mette paura la Scandone che sbaglia due volte la tripla del pareggio, James non la chiude e si apre la sagra dei liberi dove Nunnally non stecca. 
Milano: Jerrells 17, Nunnally 16, Tarczewski 15 
Avellino: Udanoh e Sykes 15, Harper 13 Gasport


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