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Francesca Pan azzurra d’America

Si chiama Pan. Non Peter, Francesca. Eppure la sua è una storia così magica che pare una fiaba, nell’atmosfera suggestiva delle Feste, di fine 2018. Miglior realizzatrice delle Giacchette Gialle di Georgia Tech, l’ateneo di Atlanta dal sangue blu, come pallacanestro, che ha sfornato Stephon Marbury e Chris Bosh. La maglia azzurra della Nazionale maggiore già assaggiata, candidata per l’Europeo 2019. Italiana di successo nella capitale del sud degli Stati Uniti, studentessa di business con specializzazione in finanza, in un istituto che, parole sue, produce milionari, post laurea. Ma per la ragazza bruna classe 1997 di Bassano del Grappa (Vicenza) che al terzo anno da studente/atleta campeggia sul maxischermo dello stadio di football nei promo delle partite delle ragazze del basket, sinora 9 vinte e 3 perse in stagione, non è stato tutto facile. Il lieto fine molto americano pareva improbabile, all’inizio, quando la chiamavano pen, penna, mica Pan. “Ero titubante all’idea di venire a vivere in America. Giocavo nella Reyer, mi sono arrivate offerte di borse di studio Ncaa via Facebook, sono stata pigra nel rispondere. Ma a Georgia Tech giocava Antonia Peresson, ha insistito, e l’allenatrice è venuta in Italia per reclutarmi…”. La famiglia ha dato la spinta decisiva. “I genitori mi hanno detto ‘Prova, è un’esperienza di vita unica, se non funziona torni a casa quando vuoi’. Sono andata ad Atlanta, e all’inizio a lezione non capivo niente. Non sapevo l’inglese. Piangevo ogni giorno. Poi le cose sono migliorate: con l’apprendimento della lingua mi sono sentita come in una seconda famiglia. Ora la considero l’esperienza più bella della mia vita. Voliamo col jet privato della squadra: Bahamas, Messico, di recente la Florida…”.

COLLEGIALE — Soprattutto Atlanta. “Il campus è downtown. Tanti sono in mezzo al nulla, tipo Clemson, sono fortunata per la location metropolitana. Ci sono sempre cose da fare. A 10’ c’è Lenox Square, il centro commerciale, al cinema vado ad Atlantic Station, sono stata al Parco Olimpico (Giochi 1996 nda), nel palazzo della Cnn, la televisione statunitense, all’acquario andrò per il compleanno: costa meno. Ho visitato la tomba di Martin Luther King. Niente auto, mi muovo con Uber. O con le compagne di squadra. Il cibo? Loro sono fissate con hamburger e patatine, ma con Antonia, ora diventata assistente allenatrice, e un paio di altri ragazzi italiani che a Georgia Tech studiano ingegneria aerospaziale andiamo a mangiare la pizza. Anche se una margherita qui costa 20 euro…Abbiamo una mensa atleti per scampare al junk food: petto di pollo e verdure. A febbraio voglio andare a vedere LeBron James contro gli Hawks, la State Farm Arena dista 5’ dal campus. Molte squadre Nba in trasferta vengono ad allenarsi qui, abbiamo fatto le foto coi Kings, con l’ex GTech Shumpert che faceva da Cicerone. Gli atleti si conoscono, sono amica di Okogie matricola di Minnesota da Georgia Tech. Ci sentiamo, sta facendo bene, bravo!”.AZZURRE D’AMERICA — Il contingente italiano femminile in Ncaa è composto da 10 ragazze: la sua compagna di squadra Lorena Cubaj, secondo anno, poi l’altra punta di diamante azzurra, Elisa Penna a Wake Forest, Pinzan a South Florida, Santucci a Toledo, Decortes a Albany, Costa a UMBC, Bacchini a Quinnipiac, Pilli a Wyoming e Gianolla a Kennesaw State. “Carlotta (Gianolla nda) vive a 25’ di macchina, siamo state compagne di squadra alla Reyer, giocare contro fa strano. Ci vediamo spesso. Con la Penna c’è un bel rapporto, è la persona più buona del mondo, ci sentiamo per messaggio. E’ forte…L’atmosfera più affascinante? La March Madness maschile la seguiamo, il periodo più bello dell’anno. Poi il derby con Georgia. Peggio di Milan-Inter. Sono 2-1 di bilancio, ma in casa abbiamo sempre vinto. Anche giocare a Notre Dame e Louisville è stato emozionante, 8.000 persone che ti tifano contro…”. Ma l’atmosfera da sogno resta la prossima, quella ancora da vivere. “La Wnba è un obiettivo. Se vengo scelta al draft vado, per giocare con le più migliori. Cecilia Zandalasini rappresenta un esempio. E’ tra le più forti di tutti i tempi in Italia, siamo molto amiche”. Come ha fatto lei, spera di diventare perno della Nazionale dopo l’exploit condiviso all’Europeo Under 20 2016. “Spero nell’Europeo, ho fatto i raduni, le telefonate di Coach Crespi mi hanno fatto piacere, sogno d’essere il gruppo di Euro 2019”. E quando ti chiami Pan, sognare diventa lecito…

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