Polonia-Italia 94-78 Naufragio azzurro a Danzica

Il brindisi è rimandato. Dalla Polonia gli azzurri tornano con una qualificazione ancora in ballo e tanti dubbi. La pettinata è pesante (94-78) e mette pure a repentaglio la differenza canestri ma, per fortuna, il destino è ancora nelle nostre mani. Basta battere l’Ungheria per evitare calcoli astrusi e volare in Cina a un Mondiale che ci manca da dodici anni. Certo, serve un’altra Italia. Non quella imbelle e incapace di entrare nel match al momento giusto. Triple e atteggiamento difensivo le mancanze che ci tengono ancora sulle spine.

La Polonia non perdona, come detto, la nostra indolenza difensiva. Lampe e Ponitka sono i fustigatori principali del 16-8 che costringe Sacchetti a chiamare time-out dopo meno di 5 minuti. Poco e niente funziona, ma è soprattutto dietro che gli azzurri fanno acqua da tutte le parti, non tenendo un uno contro uno nemmeno per sbaglio. Alla prima sirena son già 31 i punti subiti, con 5 palle perse e 0/5 dall’arco ad aggravare il gap di energia che consente ai polacchi di guidare dal primo minuto. Slaughter è uno spara-assist continuo e pure le seconde linee (Sokolowski su tutti) sanno come pungere. La Polonia vola rapidamente a +13, svettando più volte su quelle alture e costringendo gli azzurri a una sofferente rincorsa. Che pare possibile quando Filloy rompe il digiuno dall’arco. Un altro filotto di triple portano l’Italia più volte a -8, sorretta pure dalla coppia di lunghi light Gentile e Brian Sacchetti. Ale, spalle a canestro, sa sempre il fatto suo e il vascello leggero sembra la chiave per ritrovare la rotta, ma il ritorno in campo di Lampe riporta l’attenzione sotto canestro dove la Polonia domina (17-11 dopo 20’), costruendosi spesso con i secondi tiri il perentorio 52-41 dell’intervallo. Poi, dopo il riposo, il 12-6 che ci stende. La tripla di Slaughter vale il +17 , mentre il buon impatto di Burns è illusorio. A questo punto comincia a tremare anche la differenza canestri, il nostro tesoretto verso la Cina. Una tripla di Brian Sacchetti ci scuote: break di 12-1 impacchettato da Aradori (9 punti filati), tornato in sè dopo 25 minuti di nulla. Un gioco da 4 punti di Gentile (tripla e fallo) ci riporta a -6 (71-65) ma, sull’ultima discesa, torniamo a perdere palle sanguinose. E la Polonia non ci perdona. Il vantaggio altrui torna in doppia cifra. E la Cina può attendere.
Polonia: Lampe 22, Ponitka 18, Sokolowski 15.
Italia: Abass 13, Aradori 13, Gentile 10, Burns 10

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