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Caos Cantù: la società crede nella sopravvivenza, nonostante i due milioni di debiti

Cantù prova a sopravvivere. Dopo l’annuncio di disimpegno da parte del presidente Dmitry Geramisenko, i dirigenti sono a lavoro per studiare come muoversi. Come riporta il sito specializzato “Spicchi d’Arancia”, Cantù ha saldato nella giornata di venerdì 24 novembre la mensilità di ottobre relativa ai contratti di Lega per i giocatori italiani e stranieri. Un segnale importante che dà corso alla volontà della dirigenza brianzola di proseguire l’attività senza smantellare il roster attuale. Durante la pausa si valuterà comunque la situazione relativa ai giocatori più costosi – a partire da Davon Jefferson e Tony Mitchell – e ad altri elementi che hanno offerte (Salvatore Parrillo in A, Jonathan Tavernari e Andrea La Torre in A2).

Le risorse garantite da nuovi sponsor avvicinatisi dopo il passo indietro di Gerasimenko permetteranno verosimilmente anche il saldo dei 74mila euro della terza rata FIP entro il 27 novembre che rappresentano il vero ostacolo alla prosecuzione dell’attività. Nel frattempo la dirigenza valuta la possibilità di aggiungere all’organigramma attuale una figura dirigenziale che possa occuparsi della gestione dell’area tecnica, anche alla luce di possibili partenze nel corso della pausa per la Nazionale pur con un parco contratti formato da 13 giocatori che permette una cessione senza sostituzioni. Prosegue anche la ricerca di nuovi soci con un appuntamento importante fissato all’inizio della prossima settimana con i rappresentanti di un imprenditore straniero potenzialmente interessati all’investimento relativo al palasport.

Intanto, l’amministratore delegato di Cantù, Roman Popov, ha voluto smentire quanto circolato in queste ore riguardo all’ammontare dei debiti, che sarebbe di due milioni. «Sono rimasto onestamente sorpreso nel leggere le cifre inesatte riportate su alcuni organi di stampa. Mi riferisco ai nostri debiti, relativamente ai quali circolano cifre non rispondenti al vero e, francamente, non ne capisco il motivo – sottolinea Popov – Durante tutte le trattative avviate in questi giorni, i nostri stessi interlocutori hanno avuto modo di constatare personalmente che il quadro che emerge da alcuni organi di stampa si discosta da quella che è la situazione reale. C’è bisogno di chiarezza e certe notizie fanno solo del male, a noi come società e a tutti coloro i quali fossero realmente interessati ad investire nella Pallacanestro Cantù».

Domani la squadra brianzola sarà di scena a Trieste. L’ad dell’Alma, alla vigilia, Gianluca Mauro, ha parlato in questi termini della situazione di Cantù. «Inutile nascondere che al di là delle rassicurazioni di Popov sui possibili imprenditori pronti a rilevare la società a 1 euro simbolico, Cantù deve trovare 2 milioni di euro per finire la stagione – il pensiero di Mauro – In Lega non tira una buona aria, molti attaccano la gestione dei brianzoli anche come un atto di superficialità della Comtec e come un indiretto modo di falsare i campionati, non solo quello attuale. La realtà è che l’estromissione sarebbe probabilmente la scelta più corretta seppur drammatica per la credibilità e il lineare svolgimento del campionato. La decisione finale spetta comunque alla Flip, non certo alla Lega».

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