Alla Fortitudo lo scontro salvezza contro Varese

Vincere si doveva e vincere si è vinto, per una classica partita in cui si potrebbe dire che il risultato alla fine è l’unica cosa buona: serata svagata, difesa che non è esattamente quella vista con Trieste e fin troppa confusione in marcature che spesso non sanno dove andare per limitare i danni. Però, quando quel che conta è portarla a casa, non è il caso di guardare a come questo è stato fatto: senza Feldeine, e con un roster che ancora non può palesarsi per quello che sarà, si portino a casa i due punti turandosi magari il naso. Perché, visto l’andazzo, poteva davvero andare peggio.

Si parte con squadra un po’ sfilacciata, distratta da entrambe le parti e portata da Varese su un binario fin troppo ciondolante per la situazione. Serve sbloccare Benzing e soprattutto una schiacciata successiva ad un cazziatone del coach da parte di Procida per mettere il naso avanti, e pur non sfruttando la leggerezza lombarda in difesa quanto si potrebbe Bologna sorpassa e chiude il primo quarto 25-20, senza particolari faville.

Il momento positivo (ok, termine sbagliato, vabbè) continua fino al 31-20, ma permane un senso di svagatezza che porta a qualche persa di troppo e, soprattutto, una prima linea difensiva che viene facilmente sbilanciata al primo passaggio con conseguenti facili appoggi varesini al ferro. Ne approfittano Gentile e Sorokas, ospiti a -2, ma tornando a segnare in attacco praticamente a ogni azione si fa 56-48 al 20’.

La marcatura di Gentile rimane un Bartezzaghi, davanti ci si perde nel reticolo difensivo ospite, e tradita da chi dovrebbe fare canestro è un attimo che Varese, quasi incredula, trovi il sorpasso al 26’ (63-62). Martino si salva con tripla di Charalampopoulos e la riesumazione di Gudmundsson (buona difesa e coast to coast), ma è roba effimera, in un quintetto con il solo Durham titolare e gli altri a darsi la palla sui piedi. -5, poi Totè salva una fagiolata ed è 70-73 al 30’.

Potrebbe andare ancora peggio, con altri buchi e Varese che ha nelle mani due volte il cesto del possibile +7 o +8. Allora serve che Benzing si ricordi che i centimetri vanno sfruttati anche vicino a canestro, per riaggiustare un minimo la cosa e tenere eventuali psicodrammi fuori dal campo. Che però permane, con un rimbalzo non preso, un tecnico a Martino, una tripla di Beane che reimpatta a 2’ dalla fine. Ancora Beane, bravo a sfruttare buchi e fortunato nella tabellata per il +1 Varese, ma a salvare capra e cavoli ci pensa un appoggio di Frazier prima e poi triplona di Benzing. Aradori esce dal torpore con qualche libero, basta e avanza. Per convincere, ci saranno altre occasioni.