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EUROCUP

Milos Teodosic spinge alla vittoria la Virtus Bologna in semifinale Eurocup

Nella partita più importante della stagione per la Virtus Bologna è il campione serbo a prendersi tiri, responsabilità e applausi. Con un Milos Teodosic così è tutto più facile e oggi la “V” vede l’Eurolega distante appena due vittorie. Un palcoscenico degno per un campione senza tempo come il serbo.

VIRTUS BOLOGNA-KAZAN 80-76 Nella gara-1 della semifinale di Eurocup che profuma molto di Eurolega per la forza delle due rivali e l’ambizione di entrambe di unirsi presto al torneo maggiore è la Virtus a spuntarla in un finale caldo grazie a super Teodosic, eroe degli ultimi 5’ con 11 punti e 4 assist pesantissimi. Per la squadra bolognese, ancora imbattuta in questa coppa, si tratta della 19sima vittoria su 19 partite. Bologna con Pajola confermatissimo nel primo quintetto anche col rientro di Markovic che ha smaltito la distorsione alla caviglia destra.

Il Kazan usa il russo Zhbanov come sabotatore e lascia il bomber Smith in panchina come fa Djordjevic con Belinelli. Pajola fa subito due falli precoci, ma la Virtus inizia forte, corre e tira bene mentre la squadra russa spara a salve da tre (0/7) mentre Teodosic, motivato e scattante, ricama subito il 13-4 interno con punti personali. Le rotazioni cominciano a fare onde nella partita. Coi cambi la V nera non ci guadagna, Beli entra come decimo su 11 giocatori impiegati da Djordjevic nel primo quarto che si chiude sul 23-19 bianconero. In avvio di secondo si prende il sipario Smith, il re delle triple dell’Eurocup (media 51%), che ne imbuca tre in un amen fatturando facile 11 punti. L’Unics, infarcita di ex italiani, torna a contatto e sorpassa un paio di volte con Morgan (ex Roma) e Brown (ex Brindisi), intanto però si accende Beli che esplode un trepunti vecchia scuola. Pajola raffredda la fiammata di Smith mentre Teodosic torna a prendere in mano il controllo della partita spingendo la Virtus al riposo sul +8 (46-38) grazie anche ad un paio di canestri da sotto di Tessitori. Beli e Re Milos sono a quota 10 e 13 punti.

Nel terzo quarto Teodosic allunga sul 50-38 ma come in avvio il vantaggio viene assorbito da errori assortiti e soprattutto dal passaggio in panchina di Pajola, autore del terzo fallo e cosi il Kazan impatta a quota 56 sulla terza sirena con la tripla di Holland senza fare nulla di speciale. Il quarto quarto diventa un lungo overtime in cui la Virtus deve ritrovarsi per evitare che Kazan trovi fiducia. Morgan firma il +3 russo nell’apnea di Teodosic che sbaglia tutto. Qui la partita diventa un corpo a corpo e Bologna sembra avere meno energie da spendere. Kazan la vuole chiudere forzando da tre. Ma non fa i conti col ritorno di fiamma di Teodosic, tornato Re Milos in tempo per spingere il +6 e negli ultimi secondi gelare l’ultimo tentativo di rientro del Kazan.

Quando la Virtus Bologna, nel luglio 2019, è riuscita a portare in Italia Milos Teodosic, uno dei più forti e talentuosi esterni della pallacanestro europea, le aspettative riposte nel playmaker serbo in uscita dai Los Angeles Clippers erano altissime. Come altissime erano le ambizioni della squadra, pronta a recitare il ruolo di anti-Olimpia Milano in Italia e di protagonista in Europa. A furia di prodezze e passaggi immaginifici, Milos ha subito conquistato non solo i tifosi della “V” ma più in generale tutti gli amanti della pallacanestro italiana e europea, che gridano vendetta per il poco spazio concessogli in NBA e che nel frattempo se lo godono settimana dopo settimana sui parquet del nostro campionato e in giro per il continente, dove con Bologna quest’anno sta scrivendo un record incredibile in Eurocup. Con la vittoria di ieri infatti, la Virtus è a quota 19 vittorie su 19 nell’attuale edizione del torneo, a una vittoria dal record di 20 della Lokomotiv Kuban del 2017/2018. Un record in cui c’è l’enorme zampino di Teodosic, 34 anni da pochi giorni, che a quasi due anni dal suo approdo in Italia sta conducendo la squadra verso la conquista di una coppa prestigiosa che arriverebbe dopo la Champions League del 2019, conquistata però prima della sua firma.