Il Cus Cagliari torna in campo dopo 50 giorni

L’incubo è finito e dopo l’uragano Covid e ben 53 giorni lontano da impegni ufficiali, alle 15.30 il Cus Cagliari tornerà sul parquet per sfidare la Bruschi di San Giovanni Valdarno nel primo dei tanti recuperi che attendono le universitarie nei prossimi due mesi di fuoco. Il recupero dell’ottava giornata di andata, che andrà in scena oggi al PalaCus, segnerà anche il debutto stagionale della capitana Erika Striulli, un ritorno post infortunio e post coronavirus che vale più di un nuovo acquisto, perché la playmaker veneziana è il faro e la trascinatrice delle universitarie, che giocheranno per cercare di ottenere la salvezza il prima possibile, al ritmo forsennato di due gare a settimana.

Le diciotto positività tra gruppo squadra e staff tecnico sono ormai un brutto ricordo e da due-tre settimane il Cus è tornato in campo per recuperare la forma dopo un periodo di stop nel bel mezzo della stagione che è unico nel suo genere. “È stato un periodo difficilissimo, inizialmente c’era preoccupazione per la salute delle ragazze, che peraltro hanno manifestato dei sintomi nella quasi totalità dei casi. Poi siamo stati messi a dura prova dalla lunga fase di gestione dell’emergenza, anche sotto il profilo dei protocolli e della burocrazia. Ora, finalmente, si intravede la luce: le giocatrici sono guarite, e nell’ultima settimana si sono allenate a ranghi pieni. Questa partita ci dirà a che punto siamo, sia dal punto di vista tecnico che fisico ma non ci precludiamo di fare il risultato”, spiega il dirigente Mauro Mannoni in vista del match con le toscane che, nonostante i venti punti in classifica, vengono dalle due sconfitte con Firenze e Patti. “Il Valdarno resta un club di prima fascia, noi siamo partiti con intenti diversi ma questa situazione ci ha costretto a rimodulare gli obiettivi, evitare i playout sarebbe un grande risultato. Dobbiamo essere bravi a trovare subito la giusta mentalità. È stata un’esperienza destabilizzante ma ha cementato il gruppo”.