L’Italia a Varese per il pass Mondiale

Varese non è solo pronta, è in trepidante attesa. La sensazione di quanto la città stia attendendo la gara dell’Italbasket di venerdì sera contro l’Ungheria è palpabile anche solo nella conferenza di presentazione dell’incontro, andata in scena ieri mattina a Palazzo Estense. «Lo capiranno anche i giocatori una volta entrati al palazzetto per la partita – spiega un entusiasta Dino De Simone, assessore allo sport di Varese – Già sento nelle mie orecchie il tripudio di benvenuto di Masnago, capiranno l’importanza di giocare qui. Varese trasuda pallacanestro e ci sarà una vera e propria bolgia». I numeri confermano la visione dell’assessore: sold out ormai da tempo l’incontro che l’Italia giocherà con l’Ungheria, una gara che significherà qualificazione automatica ai Mondiali in caso di vittoria. La Nazionale di Meo Sacchetti, fresco vincitore della Coppa Italia con la Vanoli Cremona, torna a Masnago per la prima gara ufficiale disputata all’ombra del Sacro Monte. «Nel 2006 abbiamo centrato la qualificazione con una wild card, manchiamo il risultato sul campo dal 1998, è ora di rifarsi», ha commentato il presidente della Federazione Pallacanestro Giovanni Petrucci.

Lo stesso  numero uno della palla a spicchi ha poi ricordato come Varese sia centrale nel basket azzurro. «È vero che è stato Toto Bulgheroni a chiamarmi per primo proponendo Varese per la Nazionale. Ricordo poi come Attilio Caja (anch’egli presente ieri), oggi coach di Varese, ha colto sulla panchina azzurra un argento ai Giochi del Mediterraneo del 1997 e resta nel nostro cuore». Non poteva mancare una parola di uno dei fautori dell’approdo degli azzurri a Varese, proprio Toto Bulgheroni. «Credo che solo chi ha giocato un po’ di anni a basket ad alti livelli, può capire cosa sia la Nazionale e quali siano i valori che porta con sé. Speriamo si possano completare i lavori al palazzetto che permettano di non avere problemi in futuro». Perché da grande mente di basket Bulgheroni ben conosce il valore futuro che potrebbe avere quella che si preannuncia una festa azzurra. Anche Marco Vittorelli, presidente di Openjobemetis e della Pallacanestro Varese,ha detto la sua. «Siamo orgogliosi – ha detto – che Varese possa ospitare per la prima volta una gara valida per la qualificazione ai campionati del mondo. Anche grazie agli investimenti realizzati. Oggi, anche in qualità di Presidente di Pallacanestro Varese, mi auguro che il nostro storico palazzetto possa essere la cornice ideale per festeggiare la nostra Nazionale e dare ulteriore slancio ed entusiasmo al movimento cestistico del territorio».

Non poteva mancare quello che dovrà essere il primo artefice dell’ultimo passo verso la tanto attesa qualificazione al Mondiale, coach Meo Sacchetti. Mai banali i suoi interventi, ecco che quando tutti attendono una disamina tattica lui lascia a tutti un’immagine sui cui riflettere. «Allenavo ancora a Sassari quando, parlando con i ragazzi, ho scoperto che i più giovani non conoscevano le dieci finali di fila di Coppa Campioni disputate da Varese. Ricordo Jack De Vecchi (attuale capitano della Dinamo, ndr) che andò a controllare su internet. Il basket sta cambiando, è vero e non dobbiamo vivere pensando che prima era meglio. I giovani devono però capire l’importanza della storia». E Sacchetti è a Varese per scriverne un’altra pagina.

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